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Vino & Vino

Fare click per ingrandireSi fa presto a dire Vino.

Ma da dove viene e che cos’è veramente questo prodotto figlio della terra e della capacità dell’uomo ad utilizzare, modificare, migliorare quello che Madre Natura ci dà ?

Il vino viene da lontano nel tempo ed accompagna l’uomo in tutta la sua storia.

Il primo mitico viticultore fu Noè che per la verità fu anche il primo che si ubriacò : roba da Guinness dei primati.

Dai monti del Caucaso il vino passò nella mitica Colchide la terra del vello d’oro e delle imprese di Giasone dei suoi Argonauti e di  Medea.

Poi attraverso la Turchia arrivò in Siria, nel Libano e nella Persia la terra dei Re.

Le ricche regioni della Mesopotamia e l’Egitto non erano produttori per ragioni di clima e di terra ma i loro popoli ne erano consumatori .

Poi la Grecia ed infine l’antica Roma.

Per la verità in Grecia il vino veniva addizionato come ancor oggi con sostanze resinose mentre a Roma si aggiungeva miele, fichi secchi ed altre sostanze zuccherine che probabilmente servivano ad aumentarne la gradazione alcolica e quindi la conservabilità.

Il vino era commercializzato in tutto il mondo allora conosciuto ed uno dei reperti archeologici più frequenti sono le navi piene di anfore di terracotta in cui veniva conservato e trasportato.

 

Fare click per ingrandireAnche i Cristiani adottarono il vino che divenne il simbolo del Sangue di Cristo nella rievocazione della morte di Gesù e della sua Resurrezione che si celebra quotidianamente nella Messa.

Da Roma il vino proseguì il suo cammino verso le Gallie e proprio ai Galli si deve l’invenzione della botte in legno che se allora facilitava il trasporto essendo non frangibile come le anfore, oggi, sotto il nome di barrique, contribuisce  a dare al vino profumi e sapori inaspettati.

Con la caduta dell’Impero anche il vino corse il rischio di sparire e dobbiamo ai frati delle grandi abbazie francesi se ne è stata conservata la conoscenza.

Questi frati per la verità, e ne sia sempre benedetto il ricordo, non si sono limitati a conservare ma hanno selezionato le specie dei vitigni, migliorato le tecniche di coltivazione delle viti e di produzione dei vini.

Chi era Dom Perignon, l’inventore dello Champagne se non il frate tesoriere della abbazia di Hautvillers nel secolo XVII ?

Dalle Gallie il vino passò verso le regioni del Reno e della Mosella e prima ancora nella Pannonia l’odierna Ungheria.

 

Fare click per ingrandirePoi, ma questa è storia moderna il vino navigò oltre gli Oceani ed arrivò nelle Americhe, in Australia e in Sud Africa.

Per la verità dalle Americhe nel 1800 ci venne anche un regalo non gradito.

La vite nell’America del Nord era una pianta da sempre esistente tanto che i Vichinghi chiamavano appunto l’America, Vinland.

Dopo Colombo gli emigrati avevano tentato di piantare viti europee che non riuscivano ad attecchire.

Qualche buontempone, si fa per dire, volle fare l’inverso e cioè viti Americane in Europa portando  così nel vecchio continente una serie di malattie e parassiti in particolare la fillossera a cui le viti nostrane non erano immunizzate come lo erano quelle americane con il risultato che in pochi decenni tutte le viti europee furono distrutte.

Nessuna zona europea si salvò: fu un disastro immane da cui se ne uscì innestando tralci di viti europee su portainnesti di origine americana resistenti a questi flagelli.
 
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